Il sogno del tennis italiano continua al Roland Garros, ma con sentimenti contrastanti. Da una parte la gioia per la storica qualificazione di Flavio Cobolli alla finale dello Slam parigino, dall’altra la delusione per il forfait di Matteo Arnaldi, costretto ad arrendersi a un virus intestinale poche ore prima della semifinale.
Il romano giocherà domenica la partita più importante della sua carriera contro Alexander Zverev, mentre il ligure lascia il torneo tra gli applausi dopo due settimane da protagonista.
Arnaldi costretto al ritiro: una notte da incubo
La semifinale tutta italiana non è mai iniziata. Matteo Arnaldi si è svegliato nel cuore della notte con forti problemi gastrointestinali che gli hanno impedito di prepararsi adeguatamente alla sfida.
“Mi sono svegliato all’una con lo stomaco sottosopra e non sono più riuscito a dormire”, ha raccontato il tennista sanremese. Nonostante l’intervento dei medici e il tentativo di recuperare, le condizioni fisiche sono peggiorate nelle ore successive.
Ogni tentativo di bere o mangiare si è rivelato inutile e il giocatore ha accusato anche forti capogiri e debolezza generale. A pochi minuti dall’ingresso in campo è arrivata la decisione più difficile: rinunciare alla prima semifinale Slam della carriera.
“È una cosa che non auguro a nessuno”, ha spiegato Arnaldi con evidente amarezza.
Le parole di Cobolli commuovono il pubblico
Il momento più toccante della giornata è arrivato durante la conferenza stampa. Prima ancora di parlare della finale conquistata, Flavio Cobolli ha rivolto parole di grande stima all’amico e collega.
“Volevo ringraziarti per quello che hai fatto in queste due settimane, sei stato un’ispirazione”.
Un messaggio sincero che ha emozionato l’ambiente del tennis italiano. Cobolli ha ammesso di aver provato una forte tristezza quando ha saputo del forfait dell’avversario.
“Quando si è avvicinato un’ora prima della partita mi è venuto quasi da piangere. Ero pronto per giocare, sono veramente triste per lui”.
Il romano ha poi definito Arnaldi “un esempio di atleta e professionista eccellente”, sottolineando il rispetto reciproco che lega i due protagonisti della nuova generazione azzurra.
Cobolli entra in Top 10 e scrive la storia
Oltre alla finale del Roland Garros, per Cobolli è arrivata un’altra straordinaria notizia. Grazie ai risultati ottenuti a Parigi e alla sconfitta di Jakub Mensik contro Zverev, il tennista romano è già matematicamente certo di entrare nella Top 10 ATP.
Diventerà così il settimo italiano dell’Era Open a raggiungere questo prestigioso traguardo.
Una crescita impressionante per il classe 2002, protagonista di una stagione che lo ha consacrato tra i migliori giocatori del circuito mondiale.
“Papà e il mio team sono venuti ad abbracciarmi quando abbiamo saputo la novità sul ranking. Sono felice, ma allo stesso tempo triste per Matteo”.
Finale contro Zverev: la sfida della vita
Ora tutti gli occhi sono puntati sulla finale contro Alexander Zverev. Cobolli arriva all’appuntamento decisivo con una partita in meno nelle gambe rispetto al tedesco e con la consapevolezza di averlo già battuto recentemente sulla terra rossa di Monaco di Baviera.
Nonostante il passaggio senza giocare, il romano non ha cambiato programma e si è allenato regolarmente per mantenere ritmo e concentrazione.
“Cerco di essere il più professionale possibile. Mi sono allenato per sentire il feeling con la palla e prepararmi al meglio”.
L’obiettivo è chiaro: completare un percorso straordinario e regalare all’Italia uno dei successi più importanti della sua storia tennistica.
Un Roland Garros segnato dalla sfortuna degli azzurri
La vicenda di Arnaldi rappresenta soltanto l’ultimo episodio di un torneo complicato per i colori italiani sul piano fisico. Prima di lui erano stati costretti a fermarsi o a convivere con problemi fisici diversi protagonisti azzurri, tra cui Jannik Sinner, Jasmine Paolini, Matteo Berrettini e Simone Bolelli.
Nonostante tutto, il tennis italiano può ancora sognare grazie a Flavio Cobolli, protagonista di una cavalcata memorabile che lo ha portato fino all’ultimo atto del Roland Garros.
Domenica ci sarà una finale da vivere tutta d’un fiato. Da una parte l’esperienza di Zverev, dall’altra il talento e il carattere di Cobolli. Il sogno è ancora vivo.
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Matteo Arnaldi si ritira per un virus prima della semifinale. Flavio Cobolli vola in finale al Roland Garros e sfida Zverev per il titolo.
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